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Quando conviene fare un cambio?


Un cambio è quasi sempre conveniente. Conviene anche nel caso in cui si risparmia almeno un centesimo per chilowattora rispetto al fornitore standard. Partendo da un nucleo familiare composto in media da due persone con un consumo annuale di circa 3000 kWh, il risparmio annuale ammonta, con un cambio del fornitore, almeno a 30 Euro. Un cambio regolare del fornitore è, dunque, sempre conveniente.

Ogni quanto deve essere cambiato il rifornitore?

Il cambio del rifornitore è veramente facile da eseguire. Tuttavia, se si vuole risparmiare a lunga durata, è consigliabile cambiare regolarmente il proprio distributore. Sinora la scadenza minima è almeno di 12 mesi. Se il consumatore non cambia il distributore entro tale lasso di tempo, di norma gli viene offerto un bonus. Tuttavia, bisogna sempre controllare se il proprio rifornitore sia veramente il più vantaggioso. Una volta terminata la scadenza minima di contratto, è bene attuare un confronto dei vari rifornitori di energia, al fine di verificare se il distributore attuale risulti ancora il più conveniente. Qualora non lo fosse, il consumatore può attuare un cambio e risparmiare denaro.

Se ho cambiato il rifornitore, ricevo un altro tipo di energia?

In realtà ogni cliente che ha attuato un cambio riceve la stessa energia consegnata a tutti gli altri clienti. Il nuovo fornitore alimenta la corrente nella rete elettrica pubblica e poiché i beneficiari sono connessi a tale rete, ricevono tutti la stessa corrente.

Se cambio il rifornitore, ricevo un rimborso delle rate già pagate relative al fornitore attuale?

Sì. Il consumatore riceve un consuntivo con un elenco delle rate già pagate e sarà il rifornitore stesso a rimborsarle. Il denaro sarà trasferito sul conto corrente del consumatore, oppure gli verrà accreditato un assegno.

Incontro rischi nel cambio di un rifornitore?

No, il consumatore non incontra alcun tipo di rischio, in quanto riceverà la corrente elettrica continuamente. In caso di problemi nella consegna, sarà il fornitore di base a rifornire il cliente di energia. Il consumatore non deve inoltre spaventarsi di pagare due fornitori se ha eseguito tutte le formalità necessarie relative al nuovo fornitore. Nel caso in cui si scelga una tariffa con pagamento anticipato e il distributore dichiari insolvenza, può accadere che il denaro non venga rimborsato. Per questo motivo, è sconsigliato il cambio con pagamento anticipato.

È possibile cambiare il fornitore se si possiede un riscaldamento ad accumulo notturno?

Se si possiede un riscaldamento ad accumulo notturno, il cambio avviene in linea di massima allo stesso modo delle normali utenze domestiche.

Alcuni aspetti sono tuttavia da considerare. Un riscaldamento ad accumulo notturno distingue un’energia notturna a tariffa ridotta e una giornaliera più costosa. Ciò significa che un secondo contatore tariffario oppure due contatori separati di tariffe sono sempre collegati al riscaldamento ad accumulo notturno. Nel caso di un contatore tariffario unico, il cambio del rifornitore non presenta alcun tipo di problema; nel caso di un secondo contatore separato, invece, è bene informarsi presso il nuovo rifornitore se sia disposto a consegnarlo. Solitamente sono i fornitori locali a differenziare l’energia giornaliera da quella notturna. Nel caso in cui il consumatore preferisca invece cambiare il fornitore con uno interregionale, l’energia notturna a tariffa ridotta non sarà prevista e il consumatore riceverà la normale tariffa delle utenze domestiche.

È possibile cambiare il gestore se si possiede una pompa di calore?

Al momento l’offerta relativa alla fornitura di energia elettrica per pompe di calore è molto limitata, anche se sono molti i rifornitori locali a essere specializzati in questo campo e a proporre, nei maggiori dei casi, le offerte più convenienti. Poiché la scelta è limitata a pochi fornitori, l’agenzia federale tedesca delle reti sta cercando di ampliare l’offerta anche in tale direzione. Di conseguenza il cambio del gestore non è poi così semplice come nel caso dei normali consumatori. Da osservare sono i due casi in cui può avvenire il cambio. Innanzitutto, nel caso in cui una pompa viene rifornita con elettricità in modo duraturo. Anche nel caso in cui la pompa sia collegata al contatore di corrente, il rifornitore può essere cambiato indipendentemente dall’elettricità delle utenze domestiche. Tuttavia vi sono sempre casi in cui un cambio del gestore non può essere attuato; ciò avviene quando, nelle ore di punta, la pompa è scollegata dall’alimentazione e l’energia economica proposta dal fornitore di base non può essere offerta a un prezzo inferiore a causa di un’elevata tassa per l’utilizzazione delle reti. Inoltre, la tecnologia rende impossibile un cambio. Al momento, i rifornitori locali offrono tariffe speciali convenienti esclusivamente per pompe di calore. Tuttavia, se il fornitore locale non dispone di una tariffa speciale, i consumatori riceveranno una pompa di calore con la normale tariffa per le utenze domestiche.

Quanto costa il cambio del rifornitore?

Per i clienti, un cambio del rifornitore è completamente gratuito. Attuando un cambio, il cliente risparmia, dunque, grosse somme di denaro.

Quali modifiche comporta un eventuale cambio?

Un cambio non comporta variazioni per il cliente, che riceverà il conto dal nuovo gestore, il quale non solo alimenta corrente nella rete elettrica pubblica ma paga un corrispettivo di utilizzo ai gestori delle reti locali, assicurando la consegna dell’energia. Il gestore è inoltre competente per la manutenzione del cavo di alimentazione e dei contatori elettrici. Il contatore non subirà alcun cambiamento. L’alimentazione elettrica sarà inoltre garantita dalla legge, in quanto il fornitore di base è obbligato ad alimentare energia ai consumatori nel caso in cui il nuovo gestore non sia in condizione di effettuare la consegna.

Quanto tempo devo attendere per ottenere un cambio?

Il tempo di attesa varia normalmente da un periodo che va dalle 6 alle 8 settimane ed è stabilito dai termini previsti dalla legge. Tuttavia il tempo di attesa può prolungarsi a causa dei termini di disdetta stabiliti da contratto, che possono iniziare subito dopo aver presentato la domanda e dopo aver scelto il nuovo rifornitore. I tempi di attesa si prolungano anche nel caso in cui vi siano tariffe che richiedono un pagamento anticipato, un acconto o il deposito di una cauzione. Nella maggior parte dei casi il pagamento avverrà solo dopo cambiato il fornitore.

Quando devo annotare lo stato del contatore?

Lo stato del contatore deve essere annotato in ogni caso nel giorno in cui viene effettuato il cambio e ogni volta che vi sia un aumento dei prezzi. In questo modo il consumatore è sempre informato sull’esatto conto giornaliero.

Quali modifiche vado incontro con il cambio del gestore?

Le modifiche sono minime e appena percepibili. Il cambio è percettibile attraverso il conto fornito dal nuovo fornitore. Il resto rimane tutto come in precedenza. La corrente viene consegnata nella stessa modalità, poiché il nuovo gestore alimenta la corrente nella rete pubblica dei gestori locali e paga il cosiddetto corrispettivo per l’utilizzazione della rete. I gestori delle reti locali svolgono, come in precedenza, i lavori di manutenzione e le letture dei contatori. Non vi sono dunque modifiche relative ai contatori o ai cavi di alimentazione. In caso di un’eventuale congestione delle reti o di mancanza di elettricità il consumatore sarà protetto giuridicamente.

In cosa consiste la Legge delle Energie Rinnovabili?

La Legge delle Energie Rinnovabili ha lo scopo di aumentare la quota di energia prodotta attraverso fonti energetiche rigenerative. Tuttavia, poiché i costi sono alquanto elevati, spesso le imprese si rifiutano di utilizzare le energie rinnovabili. La Legge EEG riconosce l’obbligo da parte delle imprese di alimentare l’energia prodotta attraverso l’utilizzo di queste energie rinnovabili. L’energia deve inoltre essere retribuita. Se è vero che le imprese di erogazione devono affrontare inizialmente costi elevati, è anche vero che la motivazione a produrre energia ecologica cresce sempre più. Lo scopo di tale legge è quello di portare la quota delle energie rigenerative nella produzione di elettricità al 20% entro il 2020.

Qual è la differenza tra gestore della rete di distribuzione e fornitore di corrente?

Il gestore della rete di distribuzione mette a disposizione la rete, ovvero le linee attraverso le quali deve essere trasportata l’energia. Il gestore risponde unicamente alle imprese delle reti e deve, di conseguenza, eseguire la manutenzione dei cavi di alimentazione ed evitare le difficoltà nei trasporti. Al contrario il rifornitore di corrente alimenta la corrente nella rete pubblica. Compito del rifornitore è dunque quello di fornire corrente. Può accadere che le due figure corrispondano, soprattutto nelle Aziende Municipalizzate. Qualora le due figure non si eguaglino, sarà compito del rifornitore a pagare il corrispettivo per l’utilizzazione della rete.

Cosa significa obbligo di rifornimento?

L’obbligo di rifornimento garantisce ai consumatori la sicurezza nell’erogazione di energia, comportando una consegna ininterrotta di energia per tutti quei clienti che pagano il servizio di distribuzione dell’energia elettrica. Non sono inoltre ammesse congestioni delle reti o mancanze di corrente a causa di una consegna non riuscita. Tutti i gestori sono obbligati a eseguire il rifornimento. I consumatori saranno alimentati di energia anche nel caso di un cambio del fornitore. Tale obbligo viene meno dal momento in cui i clienti decidono di non pagare più il servizio di distribuzione di energia elettrica.

Cosa significa elettricità verde e cosa offre?

Il termine “elettricità verde” è il concetto generale riferito alla corrente, prodotta grazie a fonti energetiche rinnovabili. Ciò significa che le fonti sono ecologiche e inesauribili. Tali fonti sono il vento, l’acqua, il sole e la biomassa: attraverso il loro utilizzo può essere ottenuta l’energia elettrica. L’elettricità normale è al contrario prodotta per lo più da fonti energetiche fossili, che possono essere nocive, pericolose oppure disponibili per un limitato periodo di tempo. Fonti energetiche fossili sono soprattutto il carbon fossile, il lignite e l’uranio. Purtroppo le fonti energetiche rinnovabili non riescono ancora a coprire l’elevato fabbisogno energetico. Chi offre allora l’elettricità verde? Sono molteplici i fornitori di energia a offrire elettricità verde; tuttavia, tale offerta è per lo più bipartita: solo poche imprese, tra cui Greenpeace Energy, offrono un’energia completamente ecologica. Coloro i quali desiderano ricevere un’energia elettrica prodotta ecologicamente, possono informarsi presso le singole imprese.

A chi mi devo rivolgere per eventuali domande tecniche relative al contatore o alla linea?

Se si opta per un cambio del gestore, è il fornitore di base a preoccuparsene. Ciò significa che il consumatore riceverà la bolletta dal nuovo gestore; il fornitore di base si occupa tuttavia del servizio e dei lavori di manutenzione. Per ulteriori problemi o domande, il cliente può rivolgersi a quest’ultimo, il quale è in condizione di leggere lo stato del contatore e di assistere il cliente in caso di riparazioni. Anche nel caso in cui vi sia una mancanza permanente di erogazione di corrente da parte del nuovo gestore, sarà il fornitore di base a provvedere. In caso di aiuto, il cliente può dunque rivolgersi al fornitore locale.

A cosa devo prestare attenzione, quando compilo la domanda per un cambio?

Importante è che la domanda sia compilata correttamente e che le indicazioni siano corrette. I dati da inserire sono molteplici, tra cui alcuni concernenti i dati personali del cliente. Fondamentale è che sia riportato il nome del rifornitore attuale, il numero cliente, il numero del contatore e lo stato attuale. Una volta compilati i dati, sarà rifornita l’erogazione di nuova corrente e il nuovo distributore revocherà quello precedente. Nella maggior parte dei casi vi è la possibilità di inserire la data desiderata per la consegna. Nel caso non venga espressa tale data, l’erogazione di corrente avverrà il prima possibile. Le informazioni necessarie si trovano solitamente nell’ultima pagina dell’ultima bolletta della luce.

A cosa devo prestare attenzione se voglio cambiare il gestore interregionale con uno alternativo?

Il cambio avviene grossomodo come un cambio tra un gestore locale e uno alternativo. Il consumatore deve prestare attenzione unicamente ai termini di disdetta e alla scadenza del contratto. Qualora il consumatore abbia dimenticato il termine di disdetta, può revocare il gestore solo dopo l’avvenuta scadenza del contratto, cioè solo aver fissato un nuovo termine di disdetta. Talvolta il contratto può avere una validità pari a un anno.

Cosa succede in caso di insolvenza o di fallimento del gestore?

In caso di difficoltà di consegna da parte del gestore, la consegna della corrente elettrica viene garantita lo stesso al consumatore. In questi casi, il fornitore di base è giuridicamente obbligato ad effettuare l’approvvigionamento elettrico finché non verrà sostituito dal gestore successivo. Ciò vale anche nei casi di insolvenza o di fallimento.

Cosa sono i ribassi straordinari?

I ribassi straordinari sono pagamenti unici, che possono essere prolungati da parte delle imprese di erogazione al fine di applicare ulteriori sconti sulla tariffa attuale. Tali pagamenti possono essere effettuati a inizio o a fine contratto. I clienti sono liberi di scegliere, nella maggior parte dei casi, l’importo dell’acconto da pagare. Tanto più è considerevole la somma del pagamento unico, tanto più lo sconto tariffario sarà elevato, comportando un ribasso del prezzo dell’energia. Diverse sono le possibilità con cui procedere a tale tipo di pagamento: il ribasso straordinario può essere accreditato o rimborsato senza interessi a fine rapporto del contratto oppure può essere compensato con un primo pagamento rateale pari all’intero importo.

Cosa significa utilizzazione della rete?

Con il concetto “utilizzazione della rete” viene solitamente inteso il trasporto dell’energia dall’impianto di produzione al consumatore. Il trasporto avviene attraverso linee elettriche di proprietà del gestore della rete locale. Per poter trasportare l’energia nelle linee, i fornitori pagano un corrispettivo precedentemente stabilito per l’utilizzazione della rete ai gestori delle reti locali.

A quali termini di disdetta devo prestare attenzione?

Riguardo ai termini di disdetta vi è la possibilità di scelta tra un fornitore di base e uno alternativo. Nel caso di un fornitore di base, i termini di disdetta sono solitamente validi fino al mese successivo da quello dell’anno precedente. Tuttavia, se il cambio è stato già effettuato oppure se è stata selezionata un’offerta alternativa del fornitore di base, i termini stabiliti di disdetta sono in questo caso validi e possono variare tra rifornitori e offerte singole. I termini di disdetta sono regolati dalle Condizioni Generali di Contratto presenti nel contratto specifico. Se si desidera revocare il contratto attuale e il relativo rifornitore di corrente, è necessario farlo in forma scritta poiché la deroga di revoca è vincolata per contratto.

Chi mi consegna energia, qualora non cambiassi gestore o il prodotto energetico?

Se non si è ancora cambiato gestore, il consumatore riceverà il contratto originario di rifornimento e riceverà energia dal rifornitore locale. Ciò significa che il consumatore riceverà la corrente dal fornitore di base. Come fornitore di base sarà indicato il gestore che fornisce energia elettrica alle utenze domestiche di un determinato comprensorio. Nella maggior parte dei casi i fornitori di base sono le imprese di erogazione locale, alle quali appartengono le Aziende Municipalizzate.

Chi deve richiedere il cambio: il locatario o il locatore?

Normalmente è il locatario ad apportare il cambio. Poiché il locatario è anche il solo usufruttuario della nuova corrente, ogni utenza domestica dispone di un solo accesso alla rete pubblica. Tuttavia alcuni punti non sono da tralasciare. Se il locatario riceve una propria bolletta, la corrente non sarà regolata dal locatore, il quale non deve essere necessariamente informato su un eventuale cambio. Se al contrario il consumo energetico viene regolato attraverso il locatore, sarà quest’ultimo a informarsi di un eventuale cambio e a considerare perfino la scelta.

A quanto ammonta il consumo energetico?

Non si può prevedere esattamente a quanto ammonti il consumo energetico. Solo controllando l’ultima bolletta della luce si potrà conoscere l’importo esatto. Tuttavia, per avere un’idea generale viene qui riportato uno spaccato dei valori medi. Un nucleo familiare composto da una sola persona consuma in media 1600 kWh annui, uno di due persone può arrivare a un consumo medio di circa 2800 kWh mentre una famiglia composta da tre persone a una media di 3900 kWh. Con un nucleo familiare di quattro persone il consumo ammonta a 4500 kWh e infine, con uno di cinque persone raggiunge i 5300 kWh. Considerato tuttavia il consumo energetico totale tedesco pro anno, si arriva a un consumo medio di 450 miliardi per kilowattora, di cui circa 240 miliardi vengono consumate dalle industrie. La compagnia elettrica tedesca RWE è il generatore di corrente più grande in Germania, producendo più di un terzo del fabbisogno tedesco.

Come posso calcolare in anticipo i costi relativi al consumo energetico di diversi apparecchi?

Non ha alcun senso calcolare anticipatamente i costi relativi al consumo energetico degli elettrodomestici, soprattutto per gli apparecchi utilizzati giornalmente e per quelli per cui si presume che consumino molto. Ci sono diversi modi per calcolare i costi. Innanzitutto è possibile rilevare il valore dall’elettrodomestico stesso; inoltre, è possibile dedurre i valori dei singoli apparecchi grazie a diverse tabelle. In questo caso i valori ottenuti sono solo dei valori medi che tuttavia possono essere molto utili per il calcolo dei costi. In un nucleo familiare di due persone, per esempio, un televisore consuma circa 140 kWh annui. Per avere un’idea generale dei costi si può consultare internet oppure domandare al fornitore attualmente in carica. Un’altra alternativa, sicuramente più complessa ma anche una tra le più affidabili, è quella che prevede il calcolo del consumo dei singoli elettrodomestici per un preciso periodo di tempo. Il calcolo è possibile grazie all’amperometro, lo strumento che rileva il consumo realmente effettuato, calcolando i valori approssimativi per il periodo di tempo desiderato, come per esempio un anno.

Ogni quanto è possibile cambiare il gestore?

Per un cambio ripetuto del gestore ci sono poche restrizioni. Da osservare sono i termini di disdetta del singolo gestore. Non appena tali termini saranno scaduti, si potrà procedere a un nuovo cambio. Per una presunta rivalsa viene calcolato un periodo di attesa pari a un anno, dopodiché si può eseguire il cambio senza alcun problema. Per questo motivo è consigliabile eseguire un confronto del gestore più volte nello stesso anno.

Quanto è sicura l’erogazione di energia elettrica?

La rete elettrica tedesca è una delle rete mondiali più sicure. I cittadini della Repubblica Federale Tedesca devono far fronte a una mancanza di corrente pari a una durata di circa 28 minuti annui, superando la Francia, dove la mancanza di corrente può raggiungere i 59 minuti all’anno. I cittadini tedeschi sono inoltre protetti dalla legge: in caso di un cambio o di un’assenza di elettricità non provocata dalla mancanza di corrente, il consumatore sarà rifornito dal proprio rifornitore di base. Finché le interruzioni di corrente sono minime, possono essere evitate diverse congestioni.

Come avviene il cambio del gestore?

Il cambio del gestore avviene facilmente: il consumatore confronta i vari rifornitori e cerca quello che ritiene essere il più conveniente; in seguito compila la domanda relativa al cambio. Il consumatore compila ora la domanda direttamente online oppure la può inviare per posta dopo averla stampata e compilata. Il consumatore non deve ora svolgere altri compiti. Finché non sarà consegnata la nuova corrente, sarà il gestore precedente a fornire il consumatore di corrente. Ciò non comporta alcun tipo di difficoltà da parte del cliente, il quale riceverà costantemente l’elettricità e sarà, inoltre, protetto dalla legge. Per la revoca del fornitore precedente, sarà il nuovo gestore a occuparsi delle pratiche necessarie.

Come viene prodotta energia in un centrale termoelettrica?

Le centrali termoelettriche sono tra i fornitori più grandi della Germania. In queste centrali il calore viene trasformato in energia elettrica. Il calore viene prima di tutto liberato da una fonte energetica e poi legato a un’altra materia, come per esempio il vapore acqueo. Una parte del calore viene successivamente trasformata in una macchina termica, espandendo il vapore acqueo e mettendo in moto una turbina idraulica. Infine il vapore acqueo surriscaldato viene deviato mediante la macchina termica, che rilascia il calore nell’ambiente. Il calore viene a questo punto trasformato in energia cinetica e può essere prodotto come energia grazie a un generatore di energia elettrica. Nella maggior parte dei casi il calore necessario viene immediatamente prodotto nelle centrali elettriche attraverso la combustione del combustibile, anche se può essere utilizzata energia solare o geotermica. Uno svantaggio decisivo di questo processo è la grande quantità di calore prodotto e non sfruttato.

Perché è necessario un secondo contatore tariffario? E come funziona il cambio?

Un secondo contatore tariffario serve a calcolare la corrente consumata per tariffe diverse, poiché la corrente può variare notevolmente di prezzo nei momenti diversi della giornata. Se un’utenza domestica riceve per esempio sia una corrente giornaliera che quella notturna, è necessario calcolare le due tariffe singolarmente. Poiché la corrente notturna è più economica, questa viene conteggiata mediante la tariffa che esclude i giorni o le ore di punta. Le utenze domestiche che ricevono elettricità mediante tariffe diverse godono di alcune peculiarità nel caso in cui cambiassero il gestore. Il nuovo gestore non può attuare la distinzione delle due tariffe, finché non diventa il fornitore locale; ciò significa che la corrente ha costantemente lo stesso prezzo. I clienti che possiedono sia una tariffa giornaliera che una notturna, dovrebbero verificare se il cambio verso una sola tariffa sia, probabilmente, più conveniente. Tuttavia è bene che il cliente si informi prima presso il nuovo fornitore di corrente per sapere se sia possibile avere un solo contatore tariffario secondario. Sempre che il contatore e le condizioni rimangano uguali.

Come conosco il mio consumo energetico annuale?

Per conoscere il proprio consumo energetico annuale, è necessario consultare l’ultima bolletta annuale della luce. Se non la si ha sottomano, il consumatore può sempre orientarsi controllando i valori medi per persona relativi al nucleo familiare sopra descritto. Per esempio, un nucleo familiare di due persone arriva a consumare mediamente 2800 kWh annui e uno di quattro persone fino a 6000 kWh. Per ottenere una visione generale dei consumi medi è possibile attuare un confronto dei fornitori, che è gratuito e senza impegni.

Perché devo comunicare il mio CAP per confrontare la corrente?

Per fornire una lista dei fornitori di corrente, è necessario limitare la ricerca alle singole regioni, poiché non tutti i gestori forniscono la corrente alle utenze domestiche all’infuori della Germania. Solo dopo aver comunicato il CAP, la ricerca potrà essere limitata, riportando un elenco dei soli fornitori che sono veramente in condizione di poter fornire corrente alle famiglie. I dati saranno naturalmente trattati con riservatezza.

Che cos’è un pagamento anticipato e perché è bene evitarlo?

Il pagamento anticipato è una condizione di pagamento utilizzata da pochi rifornitori. Ciò significa che il consumatore paga prima di ricevere il servizio. I distributori tedeschi utilizzano, normalmente, altre modalità di pagamento. Nel caso del pagamento anticipato, sarà il cliente ad assumersi tutte le responsabilità: in caso di mancata consegna da parte del gestore, il consumatore non potrà richiedere la restituzione del denaro. Anche nel caso di insolvenza, la somma di denaro versata non verrà rimborsata. Per questi motivi, i consumatori dovrebbero evitare le tariffe che prevedono un pagamento anticipato.

Quali documenti necessito per il cambio?

Per effettuare un cambio, il consumatore necessita del solo servizio gratuito di confronto dei fornitori e inserirvi i dati personali, come il consumo energetico annuale oppure l’ultima bolletta della luce od ancora i valori medi che variano dal numero delle persone che compongono il nucleo familiare. Il consumatore non necessita di altri documenti. A questo punto, il cliente invierà i documenti compilati al nuovo gestore, il quale provvederà a revocare, secondo i termini stabiliti, il contratto precedente. Il consumatore sarà inoltre rifornito ininterrottamente di corrente e il nuovo gestore sarà attivo, non appena cesserà la revoca del fornitore precedente.

Dove vanno a finire i miei dati personali?

Il consumatore non deve porsi problemi al riguardo. Il cliente deve inserire unicamente il consumo annuale di corrente e il CAP e deve scegliere per quale rifornitore effettuare il cambio e se farlo online. Dopo aver compilato il modulo con i dati personali, il cliente riceverà tutte le informazioni per e-mail. I dati saranno ovviamente trattati con riservatezza. Se il cambio avviene su richiesta dei documenti che dovranno poi essere inviati per posta al rifornitore, il consumatore necessita inoltre del recapito postale o dell’indirizzo e-mail del gestore. Anche in questo caso, i dati saranno trattati con la massima riservatezza.

Perché devo cambiare rifornitore se ne ho già uno?

Esclusivamente per ragioni di prezzo. Con un eventuale cambio, è possibile risparmiare denaro. Da un punto di vista tecnico, per il consumatore non cambia assolutamente nulla. Tipologia e qualità della corrente rimangono tale e quale a prima, poiché tutti i gestori alimentano la stessa rete di corrente. Il consumatore riceve dunque ancora corrente dal rifornitore di energia locale; la sola differenza consiste nella bolletta, la quale proviene da un altro gestore.

Di che vantaggi godo?

Dopo aver effettuato il cambio, la successiva bolletta della luce sarà più conveniente. Non vi sono dunque svantaggi. L’elettricità continua a essere alimentata in ogni caso nella presa della corrente. Anche nel caso di insolvenza, il gestore regionale si impegna a consegnare e a rifornire il cliente di corrente.

Cosa accade qualora si rivelino intoppi durante il cambio?

Qualora il cambio non funzioni come previsto, al consumatore viene garantita lo stesso l’erogazione di corrente. È il fornitore locale ad accollarsi la responsabilità e a provvedere all’erogazione di elettricità. Tuttavia è bene osservare se il nuovo gestore pretende un pagamento anticipato prima che la consegna avvenga.

Come funziona la situazione giuridica e a cosa è necessario porre attenzione?

Sul mercato vi è la libera concorrenza tra i singoli gestori e il cliente è libero di scegliere il rifornitore di corrente che ritiene essere il più adatto alle sue esigenze. Dopo aver scelto il rifornitore, è necessario firmare ora il contratto. Solitamente è il nuovo gestore a preoccuparsi della revoca del contratto precedente. Tuttavia devono essere comunque rispettate le scadenze di contratto o i termini di disdetta qui riportati, i quali possono prolungarsi per diversi mesi.